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giovedì 19 luglio 2018
Territorio

La Valle del Brunone, ricca di rocce, fossili e acque sulfuree

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Il Monumento Naturale Valle Brunone è un tesoro della Valle Imagna. Situata nel territorio del comune di Berbenno, la Valle del Brunone è ricca di interessanti aspetti geologici e paleontologici.

La Valle del Brunone, un monumento naturale a Berbenno

La valle prende il suo nome dal torrente Brunone e comprende il corso di questo torrente e dei suoi affluenti. La parte più bassa dell’area è situata a 365 metri sul livello del mare, la più alta a 526 m. s.l.m.

Dalla popolazione locale la Valle è definita anche “Scanarola”, probabilmente a causa del suo profilo a “V”.

Aspetti geologici: un territorio che risale al Triassico

La geologia del Monumento Naturale Valle del Brunone è molto particolare e molto antica.

Il territorio della valle è infatti costituito da diverse litologie (ovvero, rocce) che compongono la formazione delle “argilliti di Riva di Solto”, una serie di argilliti, marne, calcari marnosi e calcari micritici. Sono tutte rocce sedimentarie che si sono depositate circa 215 milioni di anni fa, durante il tempo geologico del Triassico superiore. Specificatamente, si sono formate nel periodo Norico.

Le pareti rocciose della Valle Brunone sono formate da pacchi di strati rocciosi e sono la testimonianza odierna di un’antichissima scarpata sottomarina. Infatti, il nostro territorio era un tempo sommerso dalle acque marine, ambiente che ha permesso la fossilizzazione di numerose organismi.

valle del brunone

Le sorgenti di acque sulfuree

Un altro aspetto peculiare di questa valle bergamasca sono le acque sulfuree.

Oggi le fonti sono pressoché inattive, ma sono menzionate e apprezzati in molti documenti. Già il famoso geologo, paleontologo e patriota Antonio Stoppani (considerato il padre della geologia italiana) citò nel suo “Il Bel Paese” (nel 1876) le proprietà curative delle acque di questa valle.

Il processo di formazione delle acque sulfuree è molto complesso. Le acque scaturiscono dalle rocce ricche in sostanze organiche delle Argilliti di Riva di Solto. In queste rocce sono abbondati i solfuri, dalla cui ossidazione derivano i solfati, che si disciolgono in seguito nell’acqua delle sorgenti. Poi, batteri aneoroibici solfatoriduttori riducono i solfati producendo acido sulfidrico, a sua volta ossidato da altri batteri. Il risultato è la liberazione del caratteristico odore di zolfo.

Fu Luigi Pellegrini, allora medico di Capizzone, a scoprire nel 1850 la fonte minerale posta nella frazione di Ponte Giurino. Venne aperta al pubblico nel 1853. Erano inoltre acque considerate efficaci nella cura di malattie croniche della pelle e nei casi di coliche epatiche, di reumatismi cronici e di gotta.

valle del brunone

Aspetti paleontologici: fossili di animali preistorici

In questo monumento naturale sono stati rinvenuti negli anni numerosi fossili di animali preistorici, scoperte che hanno reso la Valle del Brunone un sito paleontologico di rilevanza mondiale.

Grazie alle condizioni ambientali e alla sedimentazione, gli organismi morti si sono fossilizzati, giungendo intatti ai nostri giorni. Fondamentale nel processo di sedimentazione è stata la scarsa presenza di ossigeno nella depressioni sul fondo del bacino.

La ricca fauna ritrovata nella valle comprende rettili, organismi marini come crostacei e pesci, meduse e numerosi insetti. Particolari sono l’Eudimorphodon ranzii, un rettile volante, e l’Italophlebia gervasutii, esemplare completo di libellula fossile, che è anche il simbolo del monumento naturale.

Il Monumento Naturale Valle del Brunone fa parte della rete Triassico.it e collabora attivamente con il Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo “E. Caffi”, in cui vengono preparati ed esposti i fossili rinvenuti. L’intera area è accessibile ma protetta: non è infatti consentita la ricerca e l’estrazione di fossili e minerali.

 

L’accesso al monumento naturale è libero, attraverso vari sentieri. Per maggiori informazioni sulla Valle del Brunone e sulle visite guidate è possibile rivolgersi allo IAT a Sant’Omobono Terme oppure all’Associazione Amici della Valle Brunone.

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