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mercoledì 15 agosto 2018
Cultura

La Madonna del Castello, il santuario ad Almenno San Salvatore

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Il territorio valdimagnino è caratterizzato da preziosi edifici storici, come il Santuario della Madonna del Castello. Il complesso religioso è situato ad Almenno San Salvatore.

La storia del santuario

Il Santuario della Madonna del Castello sorge su un territorio anticamente occupato dai Romani e dai Longobardi. Inoltre, ulteriori ricerche hanno portato alla luce i resti di una villa romana di età augustea (1-14 d.C.) ed un altare dedicato al dio Silvano, conservato nel museo archeologico di Bergamo.

Data l’importanza geografica sul fiume Brembo e i ritrovamenti archeologici, si pensa che Almenno fosse una corte dell’imperatore romano. In seguito, la villa romana fu usata dai re barbari come palazzo.

L’odierno territorio è stato nel XIV e XV secolo scosso dalle faide tra Almenno Superiore e Almenno Inferiore, l’uno guelfo e l’altro ghibellino.

Il miracolo della Madonna con il Bambino

Alla fine  del XIV secolo un assestamento dell’edificio portò alla luce l’affresco di una Madonna con il Bambino. La riapparizione di questo affresco fu ritenuto un evento miracoloso e un segno divino.

La comunità decise così di riappacificarsi. La profonda fede della gente portò a molte messe, offerte e donazioni. Si decise così di costruire una nuova chiesa per onorare il miracolo.

L’affresco rappresenta la Madonna coronata da due angeli, mentre il Bambino benedicente ha un vangelo. Seppure sia difficile datarlo, si ritiene che sia stato realizzato prima del 1100 d.C.

Il complesso Madonna del Castello

Il Santuario della Madonna del Castello è un complesso monumentale. Infatti, è costituito da tre chiese di diverse epoche: la cripta, la chiesa della Pieve di San Salvatore e il santuario di Santa Maria di Castello.

La cripta

Del VII-VIII secolo, è un edificio a pianta regolare, diviso da una fila di 4 colonne che sostengono la copertura a crociera. In origine la zona era illuminata da tre strette finestrelle, mentre i due “oculi” sulla parete est sono stati realizzati nel 1702.

Sulla lunetta sopra il piccolo altare è affrescata da una Crocifissione del XV secolo. La cripta conservava le reliquie della Vergine e della Croce, adorate dai fedeli.

La pieve di San Salvatore

L’edificio risale alla fine del IX secolo. La pieve era una chiesa che si occupava dei compiti pastorali della parrocchia, come l’amministrazione dei sacramenti e la riscossione delle decime.

Quella di San Salvatore ha una struttura basilicale romanica a tre navate, separate da una doppia coppia di pilastri a pianta rettangolare. Sulle pareti interne e sui pilastri sono presenti affreschi di ignota attribuzione. L’ambone in arenaria è un’opera scultorea romanica di eccellente fattura e in ottimo stato di conservazione.

Nel 1443, a causa delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, l’antica chiesa venne abbandonata. Agli inizi del 1500, venne addossato alla facciata principale un contrafforte. Quando questo fu trovato spostato, rivelando l’affresco della Madonna con il Bambino, portò alla realizzazione di una nuova chiesa, consacrata nel 1590.

Il santuario Santa Maria di Castello

L’edificio è a pianta rettangolare, composto da una sola navata, divisa in quattro campate da tre archi gotici. L’altare maggiore è sovrastato da un tempietto rinascimentale a pianta ottagonale, con balaustra e otto colonne in marmo. Il tempietto è dipinto anche internamente con episodi della vita della Madonna.

Sull’altare è posto l’affresco miracoloso di datazione romanica, la Vergine in piedi con in braccio Gesù Bambino.  Sulla parete di fondo del santuario, è raffigurata invece l’Incoronazione della Vergine. A destra è possibile vedere, in una serie di riquadri, alcuni episodi della vita di Cristo del XVI secolo, opera però che è rimasta incompleta. Anche la parete a sinistra non è stata completata a causa di mancanza di fondi.

Il Santuario fa parte dei tesori romanici degli Almenno, della cui promozione e salvaguardia si occupa l’Antenna Europea del Romanico.

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