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giovedì 19 luglio 2018
Territorio

La Grotta del Forgnone: una bellezza sotterranea

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Le bellezze della Valle Imagna non si trovano solo all’aria aperta, ma anche nel sottosuolo. Numerose sono infatti le grotte presenti nei paesi della nostra valle, tra cui la Grotta del Forgnone.

Le grotte della Valle Imagna: 250 conosciute

Il sottosuolo della Valle Imagna custodisce un mondo sotterraneo. L’acqua, infatti, grazie alla permeabilità del suolo, ha modellato nel tempo la roccia e ha così creato magnifiche grotte sotterranee. Il nostro territorio presenta il più alto numero di grotte e cavità di tutta la provincia di Bergamo.

Ad oggi si contano 250 grotte conosciute, di cui 100 catastate e 140 conosciute, ma ce ne sono altre non ancora esplorate. Le grotte fanno parte principalmente dell’era del Triassico.

Sono di tre tipi fondamentali: la dolomia principale (Norico), compatta e resistente; il Calcare di Zu (Retico), composta da rocce nerastre e marnose; le Argilliti di Riva di Solto (Norico – Retico), argillite nere e poco resistenti.

Tra le grotte conosciute troviamo la Grotta Europa a Bedulita e la Tomba dei Polacchi a Rota d’Imagna.

La grotta del Forgnone, conosciuta già dagli anni ’20

Tra queste grotte troviamo anche la grotta del Forgnone, situata nel territorio di Brumano.

Le grotta è conosciuta da sempre dai locali. Le prime notizie speleologiche risalgono alla fine degli anni ’20, in una lettera inviata al quotidiano “L’eco di Bergamo” e in una relazione presentata al Gruppo Grotte di Bergamo.

A occuparsi dei tracciamenti, dei lavori di revisione della topografia e della documentazione fotografica sono i gruppi speleologici, tra cui il Gruppo Speleologico della Valle Imagna.

La grotta è chiusa da un cancello, perché le sue acque interne vengono captate per uso idropotabile. Dunque è accessibile per i gruppi che compiono studi e/o ricerche.

Un sistema carsico con due rami

Il Forgnone è uno dei sistemi carsici più lunghi dell’alta Valle Imagna. Si può dividere in due grandi settori: il “ramo principale attivo” e il “ramo del fango”.

Il ramo principale attivo è costituito da una risorgente e ha un andamento ascendente. I primi tratti sono caratterizzati da evidenti fenomeni erosivi e un notevole concrezionamento. La galleria sfocia poi in un ampio salone, con una cascata che precipita da circa 20 metri. In cima a questa cascata vengono accentuate ancora di più le sezioni e il concrezionamento, sino a giungere ad un breve camino, alla cui sommità ha termine la grotta.

Per quanto riguarda il ramo del fango, questo si stacca dal ramo principale attivo dopo un sifoncino che, quando piove eccessivamente, deve essere svuotato. Come si intuisce dal nome, il ramo è caratterizzato da una grande quantità di fango semiliquido. Si trovano poche concrezioni.

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